Oggi do una mano a te

Ieri sono andata per l’ultima volta prima dell’esame a scuola. Già sapevo che il mio conpagno non ci sarebbe stato, idem la compagna di Emanuela C. causa lavoro, quindi ho deciso di dare una mano a lei invece di ripetere la mia preparazione d’esame. Emanuela ha scelto di realizzare un percorso gustativo dal dolce al salato composto da quattro mignardises: si parte da una fino a quattro preparazioni per ognuna di esse, quindi capirete che in tre ore, da sola, senza nessun aiuto, sarebbe stato difficile portare a termine il tutto e mantenere un certo standard.


Partendo da sinistra: voulevent con mousse al gorgonzola e mandorla alla paprika, disco di pasta brisè con gelatina di bisque di scampi, mousse di asparagi e scampo scottato, bignè con mousse di yogurt e cedro calabrese (anche se ieri abbiamo usato quelli di mia nonna, Nocera superiore) e, per finire, tartufino al cioccolato fondente 75%. I fuochi d’artificioin bocca!!

Io ed Emanuela avremmo voluto fare l’esame insieme, ci capiamo in un istante, completiamo una le frasi dell’altra ed isieme non ci ferma nessuno, nemmeno il forno che emette rumori sinistri! Ma il direttore non ce l’ha concesso: con noi insieme, si sarebbero formate coppie poco affiatate.     

Salutarla ieri è stata dura, salutare Francesco B. altrettanto. Non sto andando in guerra, lo so, ma sapere di vederli almeno una volta a settimana, mi dava sicurezza. Ho salutato i miei carissimi prof che mi hanno dato tanto, ma proprio tanto! E come si fa a ringraziarli abbastanza? Le parole non basterebbero, un regalo materiale nemmeno, dovrò solo mettere in pratica tutti i loro insegnamenti, crescere ogni giorno di più,  studiare e “farmi il mazzo” fino a diventare qualcuno. Quel giorno, finalmente, sentirò di averli ringraziati a dovere.
Oggi il prof S. canticchiava “questo è il mestiere più bello del mondo”… e come dargli torto? Io vivo di questo! C’è chi si nutre per sopravvivere e chi mangia per viaggiare anche solo attraverso i sapori; c’è chi cucina per DOVERE e chi per PIACERE; c’è chi si limita a saper fare poche cose e chi, come me, non ne ha mai abbastanza. 

Verrà il giorno in cui troverò un equilibrio tra calorie assunte e bruciate, tra carboidrati e proteine; verrà il giorno in cui mi offriranno qualcosa e io rifiuterò e non mi farò prendere dalla curiosità di assaggiare… MA NON È QUESTO IL GIORNO! Oggi è il giorno in cui sperimento e assaggio. Oggi sono così, enogastronomicamente curiosa e attiva!

Baci

Giorgia

Prove tecniche

Premessa: a me non piace la frutta cotta. Quindi quando si parla di torta di mele, tarte tatin, clafouti e compagnia bella, storco sempre  il naso. PERÒ,  c’è un però. La galette con pere caramellate mi è piaciuta. 

Il titolare dell’hotel di Positano, un paio di settimane  fa, mi ha mandato un pdf con le preparazioni per il buffet della colazione per farmelo visionare e magari provare, eventualmente non fossi a mio agio con alcune ricette. Quella che ho voluto provare per prima è stata appunto la galette alle pere caramellate (in realtà prevederebbe i fichi, ma non essendo ancora periodo…). La preparazione è molto semplice (stendere su carta forno una frolla all’acqua, porvi al centro la frutta cotta in burro, zucchero e liquore facoltativo, richiudere i bordi verso il centro ), il risultato dona la sensazione di essere a casa: con le pere,magari un po’ di cannella, è autunnale, mangiata tiepida è un meraviglioso confort food; quando la proverò coi fichi sono sicura che avrà il sapore del sole! 

C’è da dire che dovrebbe riuscire dal colore più “rustico”, ma l’ho cotta in un forno poco affidabile, quindi ci accontentiamo del risultato! 

Se provate a farla, fate attenzione a non bucare la frolla in modo da evitare la fuoriuscita del sughetto della frutta cotta. (Io l’ho bucata come si nota dai segni neri sulla carta forno cioè il sughetto bruciato)

Il titolare ha apprezzato che mi sia portata avanti con le sperimentazioni, speriamo di non deluderlo in futuro!! 

Bacioni a tutti

Giorgia